lunedì 27 gennaio 2025

Musica per lo spirito nella Stanza del Silenzio

 



Ieri sera la stanza del silenzio de IL SICOMORO ha accolto la musica e le voci della band MetAmbita, che propone “musica per lo spirito”, cantando e suonando musica propria, spaziando, come genere, dal jazz bossanova, al blues, a qualche influenza rock o ancora al melodico.

Le canzoni nascono dal desiderio profondo di portare un messaggio di Bene, di Pace possibile e soprattutto di Amore. Prima voce e autrice dei testi, Manuela Fioravanzo. Con il suo gruppo, Manuela intende esprimere un desiderio di cantare per evangelizzare, per testimoniare l’incontro con il Dio di Gesù Cristo. 

Propongono alcuni format nati da laboratori ed esperienze concrete… incontri che cambiano la vita: Francesco di Assisi, la Rotta balcanica. Sono regolarmente registrati alla Siae. Grazie e buona strada.








venerdì 17 gennaio 2025

Sant'Antonio di Egitto



17 gennaio sant'Antonio Abate

UNA ZAPPA, UNA SCURE E UN PO’ DI FRUMENTO

Come ci testimonia la vita di Antonio del Deserto che visse più che centenario in  Egitto dal 251 al 356, e che noi conosciamo come sant’Antonio abate, la vita del monaco che ha fatto la scelta del deserto come luogo dell’incontro con se stesso, con il silenzio, con Dio e con il Demonio… non è fatta soltanto di solitudine, di silenzio, di preghiera e di lotta con i demoni. È fatta anche di lavoro. Non tutti sanno, forse, che la birra, è proprio una invenzione dell’ora et labora dei monaci.

Dall'Egitto dell'Abate Antonio vengono anche i lieviti per la produzione della birra.  Nel 10607 la Badessa Ildegarda di Bingen Scriveva:

«Se qualcuno intende fare della birra con l'avena, viene preparata con il luppolo.»

Ad esempio, i monaci benedettini di Norcia producono dell’ottima birra  in buona parte esportata.

Il santo Abate Antonio del deserto aveva i calli alle mani… perché usava la zappa per dissodare il terreno e poi seminarlo. Ma anche la scure per togliere i rovi. Il monaco vive del proprio lavoro, conosce i tempi della semina e del raccolto, sa misurare il tempo della preghiera con quello del lavoro. Non si fa mantenere. Coltiva un orto. Non usa il diserbante e alle bestie selvatiche che gli danneggiano l’orto… lui parla così: «Perché mi fate del male mentre io non ve ne faccio? Andatevene e nel nome del Signore non avvicinatevi mai più a questo posto».

Vi invito a leggere questo racconto che si trova nella vita di Sant’Antonio Abate scritta da sant’Atanasio.

[Antonio si ritirò nel deserto interiore]. Poi, quando i fratelli vennero a conoscenza del luogo, come figli che si ricordano del padre, provvidero a mandargli dei viveri; 5. ma Antonio, vedendo che alcuni dovevano affrontare fatiche e disagi per procurargli il pane, volle risparmiare anche questa fatica ai monaci. Rifletté e chiese ad alcuni di quelli che venivano a trovarlo di portargli una zappa, una scure e un po’ di frumento. 6. Quando gli portarono queste cose, esplorò i dintorni della montagna e, trovato un piccolo campo adatto alla coltivazione, cominciò a lavorarlo e, dato che il fiume gli forniva acqua in abbondanza per irrigarlo, cominciò a seminare.

Così fece ogni anno e in questo modo si procurò il pane, ben contento di non infastidire nessuno e di non essere di peso agli altri in nulla. 7. In seguito, vedendo che altri ancora venivano da lui, si mise a coltivare anche alcuni ortaggi perché chi veniva a trovarlo ricevesse qualche conforto dopo la fatica di quel difficile cammino. 8. All’inizio le bestie del deserto, che venivano per l’acqua, danneggiavano spesso le sue sementi e le sue colture, 9. ma Antonio prese dolcemente una di queste bestie e a tutte disse: «Perché mi fate del male mentre io non ve ne faccio? Andatevene e nel nome del Signore non avvicinatevi mai più a questo posto». E da quel momento, come spaventate dal suo ordine, non si avvicinarono più.

(Vita di Antonio di Atanasio di Alessandria)




Il maiale di sant'Antonio: il padre del monachesimo "ridotto" a patrono dei maiali e delle stalle. Perché questo slittamento semantico?

Il porcellino che nelle immagini sacre grufola ai piedi del Santo anacoreta, vissuto tra III e IV secolo d. C. in Egitto, rappresenta il diavolo che, secondo la tradizione, avrebbe tentato più volte l’eremita ritiratosi in meditazione nel deserto d'Egitto. Nella simbologia antica il porco per la Chiesa incarna molti degli aspetti più bassi dell’anima umana, come l’ingordigia, la lussuria e la sporcizia, le tentazioni del maligno in generale. Da ricordare che le legione di demoni di cui di cui era posseduto in indemoniato, una volta scacciata dalla forza di Gesù, andò a possedere proprio in una mandria di porci (cfr Vangelo di Marco 5,1-20).


Nell’iconografia Sant’Antonio Abate è raffigurato con un maialino ormai ammansito - al guinzaglio -  ai piedi, a simboleggiare la vittoria dell’eremita contro le tentazioni. Nei secoli, però, l’importanza del maiale nella cultura contadina ha progressivamente fatto slittare questo significato teologico: Sant'Antonio d'Egitto padre del monachesimo è diventato il protettore delle stalle. Avere gli animali della stalla - soprattutto il maiale - in buona salute era garanzia di prosperità e futuro.

Perché la memoria proprio il 17 gennaio? Forse perché questo periodo, particolarmente freddo, è più adatto alla lavorazione della carni del maiale (insaccati, conservazione) e anche perché è il tempo di carnevale: tempo di frittelle e  anche il tempo in cui in passato le famiglie - proprio in occasione della macellazione del maiale - facevano festa con tavole imbandite con carne di porco.


A tal punto il maialino di Sant’Antonio era considerato una presenza benefica che, a partire dall’XI secolo, i monaci della congregazione religiosa degli “Antoniani” iniziarono a curare i malati del cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio” (Herpes Zoster) con unguenti preparati con il grasso dei maiali che allevavano nei loro monasteri. Maiali che, dotati di un collare con campanellino, potevano anche uscire dai conventi e scorrazzare liberamente nei centri abitati perché erano ritenuti amici della comunità (si nutrivano degli scarti alimentari buttati per strada), e non un disturbo.

mercoledì 8 gennaio 2025

9 gennaio 2025


 "... sogno di essere soglia

di paradiso per i condannati,
di misericordia per gli scartati,
di pace per gli inquieti."
(dal Monastero di San Magno, Fondi)

Giovedì 9 gennaio, alle ore 20:30

chi entrerà nella soglia del Monastero di Campese potrà incontrare Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi e ascoltare dalle loro voci cosa accade nella "piazza del mondo" di Trieste, soglia di Europa e di speranza.

lunedì 9 dicembre 2024

Fractio panis 15 dicembre 2024

 


Fractio panis 15 dicembre 2024
Terza domenica di Avvento Anno C

«Ci raduniamo tutti insieme nel giorno del sole, 

poiché questo è il primo giorno nel quale Dio, 

trasformate le tenebre e la materia, creò il mondo; 

sempre in questo giorno Gesù Cristo, 

nostro Salvatore, risuscitò dai morti»

San Giustino, (II secolo) - Apologia, 1, 67: CA 1, 188 (PG 6, 429-432).

 La celebrazione è preceduta da una serie d lavoratori che hanno lo scopo di aiutarci a diventare più consapevoli delle parole e dei gesti della liturgia trovando però anche parole e gesti che  ci aiutino a vivere la stessa liturgia in maniera adulta, consapevole, vitale, fruttuosa.

Il laboratorio – che esprime e concretizza anche la dimensione dello “STUDIO” della regola benedettina  e de IL SICOMORO, viene proposto in due momenti:

1.    Introduzione sul senso unitario della liturgia eucaristica (30 minuti)

2.     Laboratori per piccoli gruppi sui vari elementi del rito eucaristico (90 minuti); 

Al momento della presentazione dei doni ci sarà una colletta di generi alimentari da consegnare alle persone in difficoltà economica.

Alla mensa della  fractio panis segue la mensa fraterna: una cena gioiosa e sobria… in laetitia pacis.


giovedì 31 ottobre 2024

Una sosta con la Parola


UNA SOSTA CON LA PAROLA: 

per rigenerare la vita

martedì 26 novembre

con meditazione proposta da padre MP dell'Associazione  Il Sicomoro

La lectio,  si svolge il martedì dalle ore 20.30 alle 21.45 sui testi del Vangelo della Domenica

Ognuno porta la propria Bibbia. Si raccomanda caldamente la cortesia della puntualità. Si inizia puntuali e si conclude puntuali.

scarica il Volantino con info e metodo e indicazioni metodo lectio

per info: ilsicomoroodv@gmail.com

domenica 13 ottobre 2024

Sabato 19 ottobre ultimo incontro "Il monastero si racconta"

 


Ultimo incontro del ciclo di serate curate dal prof. Angelo Chemin presso il Monastero di Santa Croce a Campese (Bassano del Grappa). 

Concerto Polifonica "JACOPO DA PONTE" 

diretto da Diego Brunelli

sabato 19 ottobre - ore 20.30

Ingresso libero

sabato 12 ottobre 2024

Sabato 12 e domenica 13 ottobre 2024

Monastero di Campese: Sabato 12 e domenica 13 ottobre 2024


TG Bassano del Grappa 11/10/2024 - BASSANO DEL GRAPPA - Risale a 900 anni fa la fondazione del Monastero di Santa Croce a Campese. || Saranno la chiesa, il chiostro, ma soprattutto l'archivio antico del Monastero di Santa Croce, al centro delle giornate FAI d'autunno in programma in questo fine settimana. Il sabato pomeriggio fino alle 17.30, la domenica anche la mattina i volontari guideranno le visite allo scoperta del Monastero, che è nella lista dei luoghi del cuore da votare sul sito del Fai. I più votati avranno un contributo da investire per la tutela del patrimonio in questo caso una ventina di registri e documenti antichi, risalenti al 1600. Hanno bisogno di restauro delle legature e salvaguardia dei singoli fogli, oltre che di tutela del luogo in cui sono normalmente conservati - Intervistati MARIA ROSA ZANOTTO (Capo Delegazione FAI Bassano), ANGELO CHEMIN (Storico) (Servizio di Mirco Cavallin) - Segui Rete Veneta anche sul digitale terrestre! Visita il sito www.reteveneta.it

5 X 1000 per IL SICOMORO ODV

  Gentilissimo/a, ti scriviamo dal  Monastero della Santa Croce a Campese , un luogo che per noi non è solo una sede, ma il cuore pulsante d...