sabato 15 aprile 2023

Festival biblico 15 aprile - camminata meditativa nel brolo del Monastero

Festival biblico 15 aprile - camminata meditativa nel brolo del Monastero


Una camminata meditativa all'antico monastero benedettino di Campese. Un'occasione per ritagliarsi un tempo speciale per riconnettersi con sé stessi, con i propri cinque sensi, con i ritmi della natura. 

La camminata prenderà il via di fronte al monastero, con la prima parte accompagnata da un percorso di suoni e voci con la tecnica del Silent Play.

Un'esperienza sonora immersiva creata con l'uso delle radioguide, che permetteranno al gruppo di entrare nel monastero, di percorrerne il giardino, di riflettere e riflettersi, di mettere i piedi nell'acqua, di toccare, annusare, guardare, ascoltare. 

Per poi entrare negli ambienti interni, incontrando i segni della regola di San Benedetto, immergendosi in un ascolto del proprio corpo e del silenzio, per poi uscire a incontrare la profondità del pozzo, custodita dal quadrato del chiostro, in dialogo aperto verso il cielo. 

Ed al termine del percorso un piccolo convivio darà gusto all'esperienza di una sosta comune tra terra e cielo.

L'esperienza sonora è realizzata da Paola Rossi con la collaborazione di Carlo Presotto, La Piccionaia Centro di Produzione teatrale.

I contenuti nascono dal percorso partecipato svolto con l'associazione il Sicomoro che si prende cura del Monastero di Campese.


Partenza del gruppo ore 19:00

di fronte al campanile del Monastero di Campese.

Evento a numero chiuso è necessaria la prenotazione e offerta responsabile (prima della partenza)

giovedì 13 aprile 2023

Festival biblico 14 aprile ore 20.30 in Monastero a Campese

 

14 APRILE 2023 ORE 20.30

  
Monastero di Santa Croce, Loc. Campese, 
Via IV Novembre, 79
Bassano del Grappa (VI)

 


 

CREAZIONE VISIONE SCIENTIFICA DELL’UNIVERSO
Pensiero teologico e pratica scientifica in dialogo

 

con Stefano Visintin (abate Abbazia di Praglia), Alessandro Segafredo (docente matematica e fisica), Sammy Basso (biologo, ricercatore)

 

In collaborazione con: Associazione “IL SICOMORO” Campese, Vicariato di Bassano-Rosà, Vicariato di Valstagna – Fonzaso

 

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martedì 4 aprile 2023

Triduo pasquale con gli scout

 TRIDUO PASQUALE CON GLI SCOUT 2024


da giovedì santo a sabato santo

Anche quest'anno avremo ospiti in monastero, alcuni scout, Rover e Scolte: vivremo i giorni del Triduo mettendoci dalla parte dell'apostolo Pietro.

La sfida della fede. Impareremo a conoscere la  personalità di Pietro, la sua disponibilità a rischiare la vita per quel Rabbi che lo sfida sulla riva del lago di Galilea. 

Da un Dio da servire a un Dio che si mette al nostro servizio. Condivideremo il suo punto di vista anche quando, nell'ultima cena, con ritrosia nei confronti di Gesù, dirà: «Tu non mi laverai mai i piedi!». Che fatica, convertire la nostra immagine di Dio. Noi lo cerchiamo in alto e lui, invece, si fa trovare in basso, al livello dei nostri piedi... da lavare. Ecco la conversione: da un Dio da servire, a un Dio che si mette al nostro servizio.

Un tesoro in vasi di creta. La fragilità. Pietro, la "roccia" fragile; rinnega per tre volte il Maestro... e piange. La chiesa: una setta di duri e puri? Uomini e donne, una comunità che cammina nella storia; la chiesa: un vaso di creta che contiene un tesoro.

La ri-partenza. Come stare davanti alle nostre e altrui fragilità. E Dio come ci vede? Pietro, la roccia che si è sperimentato fragile, riparte: «Gesù, ti voglio bene!». E Gesù a Pietro: «Mi fido di te... ti consegno una comunità da amare e servire».




venerdì 31 marzo 2023

CAMMINATA MEDITATIVA 15 e 16 APRILE

 CAMMINATA MEDITATIVA 15 e 16 APRILE ore 19.00

evento del Festival Biblico 2023

Una camminata meditativa all'antico monastero benedettino di Campese. Un'occasione per ritagliarsi un tempo speciale per riconnettersi con sé stessi, con i propri cinque sensi, con i ritmi della natura. 

La camminata prenderà il via di fronte al monastero, con la prima parte accompagnata da un percorso di suoni e voci con la tecnica del Silent Play.

Un'esperienza sonora immersiva creata con l'uso delle radioguide, che permetteranno al gruppo di entrare nel monastero, di percorrerne il giardino, di riflettere e riflettersi, di mettere i piedi nell'acqua, di toccare, annusare, guardare, ascoltare. 

Per poi entrare negli ambienti interni, incontrando i segni della regola di San Benedetto, immergendosi in un ascolto del proprio corpo e del silenzio, per poi uscire a incontrare la profondità del pozzo, custodita dal quadrato del chiostro, in dialogo aperto verso il cielo. 

Ed al termine del percorso un piccolo convivio darà gusto all'esperienza di una sosta comune tra terra e cielo.

L'esperienza sonora è realizzata da Paola Rossi con la collaborazione di Carlo Presotto, La Piccionaia Centro di Produzione teatrale.

I contenuti nascono dal percorso partecipato svolto con l'associazione il Sicomoro che si prende cura del Monastero di Campese.


Partenza del gruppo ore 19:00

di fronte al campanile del Monastero di Campese.

Evento a numero chiuso è necessaria la prenotazione e offerta responsabile (prima della partenza)






lunedì 27 marzo 2023

Il segno della croce

 Il segno della croce


Lo so, è il gesto più maltrattato: fatto velocemente, senza attenzione, disegna un movimento disarticolato e senza una traiettoria; a volte sembra terminare con un bacio alle dita… Sì, il più delle volte è un gesto vergognoso, perché sembra fatto con vergogna e fa vergognare chi lo comprende e ha consapevolezza di ciò che può significare. Eppure, è il gesto del cristiano, il gesto che confessa il nostro Dio quale comunità d’amore, Padre-Figlio-Spirito santo, Amante-Amato-Amore, e traccia sul corpo di chi lo compie la croce che è “il segno del Figlio dell’uomo” (Mt 24,30) veniente nella gloria. Per questo introduce ogni liturgia della chiesa, attestando che ciò che in essa è compiuto è dovuto soltanto al Dio vivente, raccontato dal Figlio Gesù Cristo (cf. Gv 1,18) attraverso il mistero della croce e della resurrezione.

Nel suo libro su I santi segni del 1922 Romano Guardini ha dedicato un intero capitolo a questo gesto. Egli scriveva, tra l’altro:

Quando fai il segno di croce, fallo bene. Non così affrettato, rattrappito, tale che nessuno capisce cosa debba significare. No, un segno della croce giusto, cioè lento, ampio, dalla fronte al petto, da una spalla all’altra. Senti come esso ti abbraccia tutto? Raccogliti dunque bene; raccogli in questo segno tutti i pensieri e tutto l’animo tuo, mentre esso si dispiega dalla fronte al petto, da una spalla all’altra (I santi segni, Morcelliana, Brescia 1960, p. 23). 

Così il nostro corpo è attraversato dalla croce che vi è impressa nell’unità di intelletto (la fronte), cuore (il petto), agire (le braccia), e l’“amen” finale dice il “sì” a questa sphraghís (sigillo), segno impresso dalla potenza della croce nella debolezza della carne. Questo segno è riconoscimento della “dignità del cristiano” (cf. Leone Magno, Sermo de nativitate Domini I,3; PL 54,192), atto di fede viva, gesto che trasforma la croce da patibolo e strumento di esecuzione in gloria del donare la vita per gli altri. 

 Enzo Bianchi


mercoledì 22 marzo 2023

La lavanda dei piedi

 


La lavanda dei piedi

Ecco una bella spiegazione del quadro che ci accompagna lungo tutta la Quaresima.

Sieger Köder nasce il 3 gennaio 1925 a Wasseralfingen, in Germania, dove termina i suoi studi. Durante la seconda guerra mondiale viene mandato in Francia come soldato di frontiera ed è fatto prigioniero di guerra. Tornato dalla prigionia, frequenta la scuola dell’Accademia dell’arte di Stoccarda fino al 1951; quindi studia filologia inglese all’università di Tubinga (come parte della sua formazione di insegnante).

Dopo 12 anni d’insegnamento di arte e di attività come artista, Köder intraprende gli studi teologici per il sacerdozio e, nel 1971, viene ordinato prete cattolico. Dal 1975 al 1995, padre Köder esercita il suo ministero come parroco della parrocchia in Hohenberg e Rosenberg. Morirà il 9 febbrai 2015 a Ellwangen, non lontano da Stoccarda, dove aveva trascorsi i vent’anni anni della pensione.

Gli anni del suo ministero di prete sono fra i più prolifici come ispirazione per le opere d’arte. C’è completa sinergia fra il Köder ministro e l’artista. Usa le sue pitture come Gesù usava le sue parabole. “Rivela” la profondità del messaggio cristiano attraverso le metafore, spargendo luce e colore sulla vita e sulla storia umana. L’arte di Köder è caricata pesantemente della sua esperienza personale di guerra durante il periodo Nazista e il periodo dell’Olocausto.

Oltre agli impianti esegetici e alle storie bibliche, uno dei leitmotiv di Köder è l’Arlecchino. Controparte del robot moderno – una creazione della razionalità, della logica, della progettazione, e della precisione – Arlecchino simbolizza l’irrazionalità, la poesia, la libertà, il divertimento. Arlecchino corrisponde all’arte e all’artista. In più, dietro la facciata comica c’è la realtà di ognuno di noi. Infatti, “siamo tutti dei matti”, dichiara Sieger Köder. Forse Arlecchino corrisponde anche alla “stravaganza” di Dio.




Lavanda dei piedi – Gv 13. Sul dipinto vediamo Gesù e Pietro che s’inchinano profondamente l’uno verso l’altro. Gesù è inginocchiato, quasi prostrato davanti a Pietro in un gesto assoluto, non si vede nemmeno il suo volto. In questo momento Gesù è soltanto servizio per quest’uomo davanti a lui. E così vediamo il suo volto rispecchiato nell’acqua, sui piedi di Pietro.

Pietro s’inchina verso Gesù. La sua mano sinistra ci parla di rifiuto: “Tu Signore vuoi lavare i piedi a me?” (Gv 13,6). La sua mano destra e il suo capo, in contrasto, si appoggiano con tutto il loro peso sulla spalla di Gesù. Pietro non guarda al Maestro, non può vedere neppure il suo volto che appare nel catino.

Nel Vangelo di Giovanni Gesù risponde alla domanda esitante di Pietro: “Quello che faccio tu ora
non lo capisci ma lo capirai dopo” (Gv 13,7). E’ questa parola che si rispecchia nell’immagine. Adesso, in questa situazione, non conta il capire ma l’incontro, l’accettare un’esperienza. Il corpo di Pietro è un corpo che vive un processo, un incontro dalla testa ai piedi, una persona che scopre il suo bisogno di essere lavato, una persona che scopre allo stesso tempo la sua dignità. Sono bisognoso che il Maestro mi lavi i piedi, sono degno che lui mi lavi i piedi…

Di conseguenza non è il volto di Gesù che è al centro dell’immagine, ma il volto luminoso di Pietro sul quale si riflette il segno della dignità riacquistata. Lo sguardo di Pietro è diretto verso i piedi di Gesù. Questi piedi sono smisurati, soltan-to all’occhio di chi guarda l’immagine. Dallo sguardo di Pietro ci lasciamo condurre a questi piedi e scopriamo con lui che nell’esperienza che sta vivendo, intuisce una chiamata ad un servizio. “Vi ho dato l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi”. (Gv 13,15).

Pietro capisce in questo momento che il suo impegno sarà quello di ripetere gli stessi gesti di Gesù, non solo verso di lui, ma anche verso ogni fratello, verso il corpo di Cristo, il suo corpo ecclesiale. Dietro i personaggi, vediamo sul tavolo un calice con il vino e un piatto con il pane spezzato, elementi non relegati sullo sfondo, ma avvicinati all’evento che si vive al centro dell’immagine. La luce che emana il vestito di Gesù si riflette pure sull’angolo della tovaglia. C’è anche l’ombra delle due persone che abbraccia questi segni dell’Eucaristia, si tratta di un unico incontro.

E’ la stessa luce che illumina pane e vino, le mani e i piedi del discepolo e del Maestro. E’ la luce della fedeltà di Dio alla sua alleanza, la luce dell’abbandono di Gesù nelle mani del Padre, la luce della salvezza. Il pittore, Sieger Köder, utilizza spesso il blu come colore della trascendenza. Il tappeto blu contrasta con i colori marroni, i colori della terra, che predominano nell’immagine. Il tappeto blu indica che il cielo si trova ora sulla terra, lì dove si vive il dono di sè per l’altro. L’immagine ci dice: se noi cristiani stiamo cercando il volto di Cristo, dobbiamo lasciarci condurre ai piedi degli altri, impegnarci in un servizio che riconosce la dignità, che accetta il bisogno dell’altro. Ma come vivere questo servizio senza offendere l’altro, se non lasciandoci lavare da una mano amica i propri piedi, riconoscendoci bisognosi? Là dove due corpi si intrecciano nel dare e nel ricevere si costruisce il corpo di Cristo, si inizia a capire che cos’è l’Eucaristia.


LA LAVANDA DEI PIEDI di Sieger Köder – Chiesa di Pero e Cerchiate (chiesadiperocerchiate.it)

 


mercoledì 15 marzo 2023

Elementi del rito della liturgia eucaristica: le ombre

Elementi del rito della liturgia eucaristica: le ombre

Elenco degli elementi problematici evidenziati nel rito eucaristico. Riunione de IL SICOMORO 9 marzo 2023.

I presenti hanno tutti in mano un foglietto per la liturgia domenicale della diocesi di Treviso:  della III Domenica di quaresima A (5 marzo 2023). Sono invitati ad evidenziale quegli elementi che suscitano “difficoltà” (nella comprensione, nella partecipazione). L’elenco è riportato qui di seguito.


1. Quale è il significato della parola “liturgia”?

2. Rito: a quanto risale questa struttura del rito così come lo abbiamo oggi? Può variare la forma del rito? La forma del rito della liturgia eucaristica varia in altri contesti geografici

3. Antifona: significato e uso della parola “Antifona”

4. Saluto: Ripetitivo; una formula che non mi tocca; si può fare una introduzione personalizzata, con altre parole?

5. Significato della parola “AMEN”

6. Significato della parola “spirito” nella risposta dell’assemblea al saluto iniziale: “E con il tuo spirito”.

7. Atto penitenziale: ottocentesco, medievale, con un lessico antico. Lo sento respingente e giudicante, meritocratico.

8. Kyrie: perché siamo tornati al greco? Pesante l’insistenza sul termine “peccato”. Che senso ha il gesto del battersi il petto?

9. Il Kyrie mi piace: mi fa sentire parte di una storia.

10. Significato delle parole “celebrare” e “misteri”.

11. Significato della parola “colletta”.

12. Significato della parola “gloria”.

13. Quale è il significato della formula finale della colletta (dossologia)?

14. Perché due letture nel giorno di domenica?

15. Il salmo va cantato? Perché

16. Quale è il senso del salmo tra una lettura e l’altra? Quale collegamento con le altre letture?

17. Perché il presidente pronuncia alcune parole sottovoce? E perché il diacono riceve la benedizione.

18. Quale è il significato della parola “Cristo”?

19. Quale è il significato della parola “omelia”? Quale è il senso dell’omelia? L’omelia può essere condivisa?

20. Si va in chiesa per la bella predica del prete o per altro?

21. Il laico può intervenire e spezzare la parola al momento dell’omelia?

22. Che senso hanno le omelie fate ai bambini?

23. È obbligatorio inchinarsi al momento della memoria dell’incarnazione nella recita del Credo?

24. Si può semplificare il Simbolo apostolico?

25. Nel “Credo” la parola “onnipotente” depista… come pure l’espressione “verrà a giudicare”.

26. Perché nel Credo viene citato Ponzio Pilato?

27. Quale è il significato della parola “simbolo”?

28. “La resurrezione della carne”: che vuol dire?

29. Preghiere dei fedeli: perché il rito usa questo tipo di linguaggio non riferito alla vita reale? Non sarebbe meglio un lessico quotidiano?

30. Perché il presidente deve chiudere la lista delle preghiere dei fedeli con una suo preghiera?

31. Il suono del campanello è obbligatorio?

32. Il “sacrificio della Chiesa”: ma non è quello di Gesù Cristo?

33. Quale è il significato della parola “sacrificio”?

34. Quali sono i simboli essenziali della liturgia eucaristica?

35. Intronizzazione della Parola: perché non si fa?

36. E’ proprio così necessario conoscere gli elementi della liturgia eucaristica

37. Quale è il significato della parola “offerta”?

38. Perché durante il rito della liturgia eucaristica si sta in piedi?

39. Che senso ha la raccolta delle elemosine?

40. Quale è il significato della parola “prefazio”?

41. Perché si dice tre volte “santo”?

42. Quale è il significato della parola “osanna”?

43. I nomi dei defunti possono essere detti: e quanti?

44. Perché non fare il rito della pace prima della liturgia eucaristica?

45. Nell’espressione “Beati gli invitati alla mensa del Signore…” chi sono gli “invitati”.

5 X 1000 per IL SICOMORO ODV

  Gentilissimo/a, ti scriviamo dal  Monastero della Santa Croce a Campese , un luogo che per noi non è solo una sede, ma il cuore pulsante d...